Cassino War Memorial

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Il MUSEO dell'Armata Polacca di Varsavia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LUNEDI 19 SETTEMBRE

 

 

La mattina siamo stati accolti dal Direttore del Museo Militare dell’Armata Polacca in Varsavia, Colonnello Jacek Macyszyn; con questo Ente abbiamo già stretto un gemellaggio ufficiale e questa visita è servita a rinsaldare i legami già stretti ed a pianificare molte delle nuove collaborazioni.

La visita al Museo è stata davvero interessante in quanto sono state rinnovare le sale relative alla Campagna d’Italia, con una nuova esposizione. Il materiale a disposizione del Museo è davvero grande e non è facile rendere visibile e subito comprensibile al visitatore, quanto accaduto.

Una grande struttura, dove lavorano circa 800 persone; un viaggio nel passato della Polonia, dall’inizio della sua storia ai giorni nostri. Tra i tanti reperti abbiamo potuto vedere la famosa macchina Enigma, che qualche mese fa il governo inglese ha consegnato a quello polacco, si tratta proprio di quella realizzata da alcuni scienziati polacchi in esilio in Inghilterra per conto dei servizi segreti. Ma gli inglesi hanno anche riconsegnato qualche altra cosa ai polacchi, come poi vedrete.

A pranzo l’incontro con colui che ha organizzato il nostro soggiorno a Varsavia, il Direttore del Centro di studi per l’Est Europa, Professore Jan Malicki.

Il pomeriggio l’emozionante visita al nuovo Museo dell’Insurrezione della Città di Varsavia; una pagina importante ed anche in parte sconosciuta della storia polacca. Nell’estate del 1944 i russi avanzavano verso la Germania; si trovavano a circa 50 chilometri da Varsavia. A questo punto i polacchi che si trovavano nella città fecero una insurrezione armata; presero possesso dei punti nevralgici della città, ebbero modo di occupare gli arsenali e magazzini tedeschi; insomma cacciarono i tedeschi da Varsavia. Questa insurrezione sarebbe dovuta durare al massimo una settimana, nell’attesa dell’arrivo dell’Armata Rossa; invece i russi cosa fecero? Saputo della rivolta si fermarono al di là della Vistola; non avanzarono più. A questo punto i tedeschi, su espresso ordine di Hitler, combatterono contro la rivolta, sopprimendola nel sangue, riprendendo il possesso della città al solo fine di raderla al suolo. Gli alleati cercarono in tutti modi di aiutare i rivoltosi; lanciarono armi e cibo dagli aerei; addirittura i russi negarono l’autorizzazione dello spazio aereo a questi rifornimenti. Dopo 63 giorni di indicibili sofferenze, di durissimi e sanguinosi combattimenti, la rivolta fu repressa. Il Museo doveva raccontare tutto questo, il dramma della popolazione civile; si perché nella città combatterono uomini, ma anche donne, vecchi e bambini; una lotta per la sopravvivenza.

Ebbene il Museo è riuscito a raccontare tutto ciò; è veramente coinvolgente e commovente; lasciando dentro una grande emozione. Il direttore Pawel Ukielski ci ha detto che è meta di visita di tantissimi giovani, segno che il loro lavoro ha colto nel segno. Qui buttiamo le basi per il gemellaggio con questo museo, soprattutto perché Cassino e Varsavia sono state accomunate entrambe dalla distruzione totale.

 

 

 

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