Solo poche settimane fa,
sabato 12 maggio, presso il cimitero polacco, situato ai piedi
dell'Abbazia di Montecassino, si è svolta una cerimonia solenne in onore
ed in memoria dell'anniversario della morte del generale dell'esercito
polacco: Wladyslaw Anders che condusse la spedizione durante la seconda
guerra mondiale e morì a Montecassino.
Un sole cocente alle h 10,30 del mattino,presagisce una giornata lunga,
estenuante,torrida ma alquanto importante. Io, una studentessa della
lingua polacca dell'Istituto Universitario L'Orientale di Napoli, sono
stata coinvolta in maniera "clandestina" a questa cerimonia, diciamo per
via indiretta.
Salgo su a Montecassino sul pullman della delegazione polacca di Torino.
Nel cimitero polacco sono presenti tutte le maggiori autorità:il sindaco
di Cassino dr.Bruno Scittarelli,il vescovo Bernardo D'Onorio, l'ex
Presidente della Repubblica Polacca in esilio Ryszard Kaczorowski,la
vedova e la figlia del generale Anders e,ovviamente, i reduci italiani e
polacchi della seconda guerra mondiale.
Chi meglio di loro può confermare e testimoniare quanto accaduto 63 anni
prima? L'inizio della cerimonia è avvenuto intorno alle h 11:00 ed è
terminata alle 13,30.
Ciascun reduce di guerra,ciascun sacerdote cristiano, evangelista e
ortodosso,ha voluto ricordare durante la santa messa, quanto accaduto
poco piu' di mezzo secolo fa,qui,proprio nella mia città ed ognuno di
loro,ha voluto lanciare un messaggio preciso di amore,pace e
solidarietà;valori che,purtroppo,stanno cadendo in disuso e forse,ci
stiamo anche dimenticando il loro vero significato. Anche il
pomeriggio,nella località di Acquafondata (FR),è avvenuta la cerimonia
in onore dei caduti.
Ed io,una semplice studentessa,ho preso parte a questa grande
ricorrenza. Volevo assolutamente esserci per capire
effettivamente,quanto accaduto qui nella mia città,nella mia terra, 63
anni fa, quanta gente si è sacrificata,è morta o ha messo a repentaglio
la propria vita per farmi nascere e crescere in un'Italia libera da
costrizioni,da guerre e da regimi dittatoriali. Quanta gente è venuta a
mancare per permettere alla mia generazione e a quella dei miei genitori
di venire su in un'Italia di pace e di benessere.
"Libertà":è una parola che usiamo con molta leggerezza ma che non
riusciamo effettivamente,a renderci conto del suo
vero,intenso,significato e, soprattutto,noi giovani ignoriamo come i
nostri nonni italiani,polacchi, tedeschi o inglesi che siano,possano
essere riusciti a conquistarla.
"L'Italia e la Polonia unite nel dolore e nel ricordo" ma è avvenuto
questo concretamente? Io,personalmente,in questa cerimonia, ho notato
una totale assenza delle istituzioni italiane.
Eppure questa,non era anche un po' la nostra cerimonia? Questo purtroppo
accade anche perchè i giovani non vengono sensibilizzati,spronati e
adeguatamente informati sulla storia, su cosa siamo oggi e grazie a
chi.Devo constatare mio malgrado, quanta indifferenza ed ignoranza
dilaghino tra i miei coetanei. Pochi conoscono la nostra storia e
pochissimi partecipano o si interessano a queste giornate di
commemorazione. Anche io non conosco la storia ma ho voglia di
imparare,capire,riflettere e vorrei che la mia generazione fosse spinta
altrettanto da questa voglia.
Durante il corso della cerimonia,ho avuto modo di conoscere reduci di
guerra ormai ultra novantenni che mi hanno raccontato il dolore,la paura
di poter morire da un momento all'altro in quei giorni terribili.
Ho potuto conoscere anche altri tipi di storie,per esempio,storie
d'amore. Come nel caso delle sorelle Iwana e Maria Rosa Zurawski nate
dall'unione tra un soldato polacco e una donna italiana.Il padre delle
signore Zurawski
ha combattuto a Montecassino e, risalendo a Monza, si è innamorato ha
incontrato e si è innamorato della madre delle signore. Dal loro
matrimonio,sono nate appunto, Iwana, Maria Rosa e un altro fratello. Le
signore puntualmente ogni anno partecipano alla cerimonia su a
Montecassino per commemorare il padre.
Dunque,posso affermare con certezza quanto sia stato utile ed importante
per una giovane come me, partecipare alla giornata della memoria del 12
maggio a Montecassino e Acquafondata, quanto mi sia servito per
apprendere e capire.
Parlando con questi ormai,anziani,anzianissimi reduci,ho avuto modo di
conoscere almeno un po',un pezzo di storia. E sono proprio loro,questi
reduci di guerra,a costituire:"la storia vivente".
A questo punto,fermiamoci un momento a pensare e a chiederci:quando
purtroppo,un domani, questi testimoni non saranno più in vita per
raccontare quanto accaduto durante la seconda guerra mondiale, chi
custodirà e tramanderà gelosamente questa parte di storia?
Ecco che la risposta siamo:"noi", noi giovani, la mia generazione, la
tua generazione.
Francesca Nappi