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Seconda
Guerra Mondiale il fronte di Cassino |
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La situazione ambientale
Il territorio che va da Roma a Napoli è
caratterizzato da una serie di rilievi montuosi che si possono valicare soltanto
attraversando strette strisce di terra. L'unica strada interna atta al passaggio di unità
motorizzate è quella che fiancheggia la valle del Liri, il cui imbocco è dominato da
Montecassino. La morfologia del territorio ed il fatto che questo sia il punto di minor
larghezza della penisola tra il Tirreno e l'Adriatico, sono state le cause principali
della scelta tedesca della realizzazione di una linea difensiva che passasse per Cassino.
Tale scelta si è rivelata strategicamente positiva per la realizzazione di una difesa
efficace da parte dei tedeschi (sono occorsi, infatti, quasi sei mesi agli Alleati
Anglo-Americani per superarla) ed è stata affiancata, dall'adozione di una tecnica
ritardatrice (più tristemente nota col nome di "terra bruciata"). I tedeschi
costruirono diverse linee difensive parallele distanti 12-18 Km le une dalle altre: la
linea Reinhard dalla foce del Garigliano fino all'Adriatico sul fiume
Sangro; la linea Gustav lungo il corso dei fiumi Rapido e Garigliano e la
linea Senger-Riegel, meglio nota col nome di linea Hitler (che in caso di
sfondamento sul Tirreno avrebbe collegato Terracina con la linea Gustav). Da parte tedesca
si decise di difendere Cassino solo quando la 8ª Armata americana guidata dal tenente
generale Clark si trovava a circa 100 Km dall'abitato. Ciò nonostante essi ebbero tutto
il tempo di organizzare la difesa: ci vollero, infatti, 4 offensive prima che gli Alleati
potessero aprirsi un varco nella linea difensiva e guadagnare la strada per Roma.
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Le linee difensive
tedesche alla vigilia
della Battaglia
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Il prologo
Lo stesso giorno in cui fu firmata la resa
da parte dell'Italia, l'8 settembre 1943 (al cospetto del generale Eisenhower,
comandante in capo delle forze alleate nel Mediterraneo), l'8ª armata al comando del
generale Montgomery avanzò verso la Calabria, dopo aver conquistato la
Sicilia, mentre i tedeschi tentavano un'opera ritardatrice. Contemporaneamente iniziarono
schermaglie tra italiani e tedeschi e Kesselring prese il controllo di Roma
e disarmò le truppe italiane. Nel contempo gli alleati diedero l'avvio all'operazione
"avalanche" con la quale 4 divisioni americane sbarcarono nel golfo di Salerno
con l'intento di raggiungere Napoli per poter più facilmente arrivare a Roma. Ai primi di
ottobre mentre Mussolini costituiva a Salò (sul lago di Garda) un nuovo
governo, gli alleati sbarcarono a Termoli ma incontrarono difficoltà nel procedere verso
Nord a causa della resistenza tedesca.
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La Guerra a Cassino
Nel settembre del 1943 Cassino subì i
primi bombardamenti che causarono danni alle case e la morte di alcuni civili. I
bombardamenti, e più tardi anche l'artiglieria, martellarono regolarmente la zona per i
successivi mesi, fino ad arrivare ai 3 assalti più cruenti avvenuti rispettivamente in
gennaio-febbraio, marzo e maggio del 1944. Il 14 ottobre giunse a Cassino il ten.
Colonnello austriaco Schlegel al comando della divisione Panzer
Göring.
Questi prospettò all'abate Gregorio Diamare il pericolo che correva
l'Abbazia, che di lì a poco si sarebbe trovata al centro del fronte di resistenza tedesca
(linea Gustav), e riuscì, quindi, a far mettere al sicuro gran parte dei tesori
dell'Abbazia stessa (consegnati l'8 dicembre in Vaticano, con un carico di 120 autocarri).
Contemporaneamente fu fatta sfollare la popolazione e tutto il territorio circostante
l'Abbazia, ovvero la vallata, i monti vicini, e la stessa città di Cassino divennero un
vero e proprio fortino con trincee, casematte, cannoni, carri armati, campi minati. Non
altrettanto accadde per il monastero che non fu fortificato, almeno fino a quando gli
Alleati non lo distrussero con un bombardamento (15 febbraio - prima fase della
battaglia). Al termine della seconda fase della battaglia (25 marzo) la città di Cassino
era ridotta ad un cumulo di macerie, non rimaneva nulla della sua vecchia fisionomia. Solo
dopo la terza fase della battaglia (maggio 1944), con numerose perdite dall'una e
dall'altra parte, gli Alleati riuscirono ad impadronirsi della zona segnando la fine di un
incubo.
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Bombardamento
di Cassino
15 marzo 1944

Bombardamento
di Cassino
15 marzo 1944
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Il fronte di Cassino - fase 1
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Prima fase della battaglia (dal 17 gennaio al 18 febbraio) -
La 1ª battaglia di Cassino iniziò nel
pomeriggio del 17 gennaio 1944 quando il X corpo d'armata britannico dette il via al
bombardamento d'artiglieria contro la fanteria tedesca. In seguito all'offensiva lanciata,
il X corpo d'armata riuscì a sfondare il fronte del Garigliano nonostante che i tedeschi
contrattaccassero con tutto l'accanimento possibile. Il XIV corpo d'armata tedesco di
fronte al rischio di veder crollare il fronte di Cassino, fu costretto a chiamare rinforzi
(29ª e 90ª Divisione Panzer Grenadier). La principale difesa, per i tedeschi, era
costituita dal corso dei fiumi Rapido e Gari (le cui acque scorrono a circa 13 Km/h
raggiungendo anche una profondità di 3 m). -
La notte tra il 17 e il 18 gennaio il
141° Reg. americano, cercò di penetrare oltre il fiume Gari senza riuscirvi. Il 20
gennaio le compagnie d'assalto americane (Reg. 141° e 143°) tentarono nuovamente
l'attraversamento del Gari, riuscendovi solo parzialmente a causa della resistenza dei
tedeschi che avevano salvato dai bombardamenti gran parte delle armi pesanti. -
Nel frattempo la 3ª Divisione di fanteria
algerina a capo del maggiore generale de Goislard de Monsabert cercava di
attaccare sul fronte di Cassino per occupare Monte Belvedere, Colle Abate e
Terelle.
All'inizio le truppe francesi ebbero successo, ma la resistenza tedesca fu accanita e fece
fallire questo tentativo. Il 25 gennaio Clark dette l'ordine di attaccare da nord la città ma l'assalto fallì.
Miglior sorte ebbero i fucilieri tunisini che riuscirono a conquistare il monte Belvedere.
Intanto il tenente generale Freyberg con il suo II Corpo d'armata
neozelandese, rilevò il settore di Cassino: il suo compito doveva essere costituire una
testa di ponte a sud della città di Cassino, mentre gli americani sarebbero penetrati in
direzione di Piedimonte. A causa dell'inclemenza del tempo gli attacchi furono
ripetutamente rinviati. Freyberg, contrariamente ai generali Keyes e Ryder,
sosteneva che l'insuccesso delle operazioni fin lì avvenute fosse da imputare
all'artiglieria tedesca manovrata dall'abbazia. Osservazioni aeree riferirono della
presenza di alcune antenne radio e di soldati tedeschi che entravano e uscivano dal
monastero, anche se, nella sostanza, non c'erano soldati tedeschi presenti stabilmente
nell'Abbazia. A questo punto Freyberg chiese l'appoggio aereo e subordinò l'attacco
programmato al monte alla distruzione del monastero. Nonostante il rifiuto di Clark
il generale Alexander decise che se Freyberg lo riteneva necessario, si sarebbe proceduto
al bombardamento. Il piano di Freyberg prevedeva l'attacco simultaneo di Cassino, della
collina del monastero e dell'abbazia. -
Il comandante del II Corpo d'armata, essendo migliorate le condizioni
climatiche, ordinò che il bombardamento avvenisse nel pomeriggio del 16 febbraio, ma
questo fu poi anticipato al 15. A mezzogiorno del 14 febbraio la Brigata indiana al
comando di Lovett (che per errore non fu informato della decisione del
bombardamento) prese posto sui costoni di monte Calvario, così come le era stato
ordinato. -
Il 15 febbraio fu sganciata la prima serie
di bombe (253,000 Kg ad alto potenziale esplosivo). La seconda ondata di bombardieri
sganciò altri 100,000 Kg di bombe. Il monastero e la basilica furono ridotte a macerie,
solo le mura esterne, la scala d'ingresso e parte della torretta resistettero alle bombe.
Le forze aeree alleate continuarono ad attaccare le rovine senza causare eccessive perdite
ai tedeschi che avevano provveduto a nascondere le armi pesanti. Questi stessi tedeschi
fecero evacuare l'83-enne abbate Gregorio Diamare. -
Il 16
ed il 17 febbraio la Brigata indiana tentò di varcare il Rapido senza
riuscirvi. Lo stesso giorno il 28° battaglione Maori riuscì a
raggiungere la linea ferroviaria a N-O di monte Trocchio, occupò col
favore della notte il fabbricato della stazione spingendosi oltre il
rapido, anche se poi dovette indietreggiare a causa del contrattacco
tedesco. Il 19 febbraio il generale Alexander, dopo che
tutti i tentativi per conquistare Montecassino erano falliti, diede
l'ordine di cessare tutti i combattimenti. Solo l'artiglieria
continuava la sua opera. La morsa dell'inverno, intanto, continuava a
farsi sentire con bufere di neve e piogge incessanti.
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Forze in campo
e loro spostamenti
nella prima fase della Battaglia

Soldati alleati bombardano
le difese tedesche

Volantini lanciati
dagli Alleati
poco prima del
bombardamento dell'Abbazia

L'Abbazia di Montecassino
dopo il bombardamento

Marcia di trasferimento di truppe alleate
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Il fronte di Cassino - fase
2
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Seconda
fase della battaglia
(dal 20 febbraio al 25 marzo)
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Il 21 febbraio venivano effettuati i preparativi di un ulteriore attacco
predisposto dal generale Freyberg e chiamato "operazione
Dickens". Anche in questa occasione si decise di attaccare frontalmente sia
Cassino che la collina e fu previsto un massiccio impiego di aviazione ed artiglieria. Nel frattempo le forze tedesche avevano avuto il tempo di rimpiazzare gli uomini che
avevano sopportato la campagna invernale e avevano trasformato i resti del monastero in
una vera e propria fortezza. Nei giorni successivi le condizioni climatiche avverse, tra cui freddo e neve,
rellentarono notevolmente l'attività della fanteria ma non quella dell'artiglieria
alleata che martellò incessantemente le postazioni nemiche. Il 10 marzo il II Corpo d'armata neozelandese, che ricevette la pianta della città di
Cassino con le postazioni nemiche e la dislocazione dei campi minati, si preparò
all'attacco. -
Il
15 marzo tutti i più alti gradi delle forze alleate, compreso il generale Alexander,
erano riuniti presso il comando operativo del II Corpo d'armata a Cervaro, per assistere
al bombardamento che avrebbe dovuto radere al suolo la città di Cassino. Alle 8.30 del 15 marzo con il lancio della prima serie di bombe iniziò la seconda fase
della battaglia di Cassino. I bombardamenti durarono quattro ore, nel corso dell'operazione vennero impiegati 575
bombardieri e 200 cacciabombardieri e furono sganciate 1,140,000 Kg di bombe ad alto
potenziale esplosivo (forse più che nella stessa Berlino). Considerato che le forze tedesche consistevano di circa 350 uomini tra paracadutisti e
pionieri si è calcolato che per ogni soldato tedesco sono stati sganciati circa 4,000 Kg
di esplosivo. Dopo la valanga di fuoco solo un gruppo di paracadutisti rifugiatisi in una caverna ai
piedi di Montecassino riuscì a salvarsi. Anche tra gli alleati vi furono alcune perdite a causa di errori di comunicazione. -
Dopo
il bombardamento al posto di strade e case vi erano solo macerie e crateri causati dalle esplosioni. La città era completamente rasa al suolo. Dopo la forza aerea fu la volta dell'artiglieria, della fanteria e dei carri armati
che attaccarono ciò che rimaneva di Cassino. I circa 100 soldati tedeschi sopravvissuti al bombardamento organizzarono la difesa della
città tra le macerie e riuscirono a bloccare l'avanzata alleata, poiché era praticamente
impossibile per i carri armati avanzare. Il Battaglione Neozelandese riuscì a conquistare la rocca Janula solo dopo aspri
combattimenti mentre la SS Casilina rimaneva ancora in mano tedesca (nonostante che i 2/3
della città fossero in mano alleata). Con il favore della notte il generale Heidrich
poté inviare rinforzi ai soldati tedeschi, i quali furono ulteriormente protetti
dall'artiglieria posta sulle alture. Freyberg ordinò allora l'attacco del monastero, che fallì nonostante gli
sforzi dei Rajputaua che giunsero fino a quota 236 e dei Gurka che, passando per la
collina del "boia" (dal pilone della funicolare che era rimasto in piedi),
giunsero a quota 435, per poi essere costretti a ritirarsi. Tra il 16 e il 17 marzo i genieri riuscirono a ricavare un passaggio per i carri armati
tra le macerie della città e gli alleati riuscirono così a conquistare la stazione
ferroviaria, poco distante dalla via Casilina. Il 17 marzo vi fu una breve tregua che permise alle due fazioni di recuperare morti e
feriti. -
Il
18 marzo i paracadutisti tedeschi tentarono di recuperare la stazione, ma i soldati
neozelandesi li respinsero. Intanto due compagnie del Battaglione Essex furono inviate sulla rocca Janula per
rinforzare i Gurka rimasti soli sullo sperone della "collina del boia". La città di Cassino era ora quasi tutta in mano alleata e i genieri lavoravano
alacremente per costruire strade. Il 19 marzo i Maori tentarono la conquista dell'Hotel Continental per poter giungere alla
via Casilina. I tedeschi però riuscirono a bloccarli. Nel frattempo la Brigata indiana cercò di respingere l'attacco tedesco nei pressi della
rocca Janula. -
Dopo
due ore di tregua per il recupero dei morti e dei feriti, neozelandesi, indiani e
americani con molti mezzi corazzati partirono da Caira verso la Masseria Albaneta alla
volta di Montecassino. I genieri avevano infatti realizzato una strada denominata Cavendish
Road che terminava a 800 m dal monastero. Qui i carri armati furono costretti a proseguire in fila e quando si trovarono
sotto il fuoco nemico furono distrutti e costretti a battere in ritirata. Fallì così
l'attacco alleato. Il 20 marzo gli alleati tentarono un colpo di mano con i paracadutisti, ma anche questo
tentativo fallì. A questo punto il generale Alexander, convocato il
consiglio di guerra, decise la sospensione della battaglia. Tutti i generali furono
concordi con Alexander, ad eccezione di Freyberg che chiese ed ottenne di
effettuare un ultimo tentativo -
Il 22 marzo il II Corpo d'armata neozelandese sferrò un attacco contro i
paracadutisti tedeschi. Al fallimento dell'operazione e dopo un ultimo attacco dei Gurka, che dovettero ritirarsi
dalle rovine della città, il generale Alexander predispose la sospensione
definitiva dei combattimenti. Terminava così la seconda fase della battaglia di Cassino, durante la quale i tedeschi
avevano subito molte perdite ma avevano dimostrato che la fanteria, se ben addestrata, era
capace di resistere anche all'attacco di preponderanti unità corazzate. A questo punto Alexander consentì a Freyberg, di trasferire l'8ª Armata
nel settore di Cassino per l'offensiva finale. Il 24 marzo già si era all'opera per predisporre una nuova offensiva. A tal fine furono
distrutte tutte le vie di comunicazione e di rifornimento delle armate del feldmaresciallo
Kesselring.
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Forze in campo e loro spostamenti
nella seconda fase della Battaglia

La città di Cassino
dopo il bombardamento
Soldati tedeschi bombardano
le postazioni alleate

Soldati alleati tra le macerie
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Il fronte di Cassino - fase 3
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Terza fase della battaglia
(dal 26 marzo al 18
naggio)
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Intorno alla metà di marzo il generale Anders
con il colonnello Wisniowski s'incontrarono con il generale Leese
comandante dell'8ª armata per predisporre l'attacco che ci sarebbe stato in primavera.
L'8ª armata avrebbe dovuto forzare il Rapido e conquistare il Monastero, dopodiché la
5ª armata si sarebbe unita all'8ª per mettersi in contatto con la testa di ponte alleata
ad Anzio e giungere a Roma nel più breve tempo possibile.
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Sul fronte che andava da Gaeta a Cassino
vi erano 17 divisioni, 9 delle quali con l'8ª armata guidata dal generale Leese
ed 8 con la 5ª armata con a capo il generale Clark. Al II Corpo d'armata
polacco fu affidato il compito di procedere all'assalto di Montecassino. La 3ª fase della
battaglia di Cassino, che si svolse nel mese di maggio col favore delle migliori
condizioni climatiche, ebbe come premessa una serie di attività il cui intento era quello
di far credere ai tedeschi che le forze alleate avrebbero sospeso ogni tentativo di
sfondare la linea Gustav, in favore di un'azione su Civitavecchia, alla volta di Roma.
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Le operazioni di spostamento
dell'8ª armata avvennero nottetempo. Il Corpo d'armata polacco, stanziato dietro
Montecassino, ebbe l'ordine di osservare il silenzio radio ed i posti di comando furono
mascherati. Le divisioni britanniche che avrebbero dovuto forzare il Rapido e il Gari si
esercitarono all'attraversamento dal fiume dietro la linea del fronte ed i lavori per
l'attraversamento furono realizzati nottetempo per essere mimetizzati durante il giorno.
Il corpo di spedizione francese fu rinforzato e fatto attestare a Suio, si mascherò
l'arrivo di due divisioni canadesi su Rapido e Gari ed il tiro dell'artiglieria fu tenuto
sotto controllo per non insospettire le forze tedesche sull'aumento di presenze alleate.
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L'11 maggio alle ore 23.00 circa, iniziò
un intenso bombardamento delle forze tedesche. Le divisioni marocchine, nel frattempo,
avanzarono verso gli Aurunci e si spinsero fino a monte Maio. Le divisioni indiana e
britannica superarono il Rapido a sud di Cassino e si attestarono sulla sponda opposta.
Alle ore 1.00 del 12 anche i soldati polacchi avviarono il loro attacco cercando di
raggiungere quota 517 (conosciuta come dorsale del fantasma - Widmo in polacco). Un
successo si registrò grazie alla 3ª Divisione fucilieri carpatica, che conquistò monte
Calvario a quota 593. L'attacco a masseria Albaneta non ebbe buon esito nonostante le
gravi perdite. All'alba successiva entrò in azione la flotta aerea alleata che operò in
perfetta cooperazione con le forze di terra le quali segnalavano i vari obiettivi da
attaccare. Ciò nonstante i paracadutisti tedeschi
riuscirono a rioccupare monte Calvario ed il generale Anders a causa delle gravi perdite
fu costretto a ritirare le truppe polacche. Al termine del 1° giorno della III battaglia
di Cassino solo il generale Juin poteva asserire di aver riportato un successo
significativo.
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Il 13 maggio Kesselring
cercò di guadagnare tempo ritardando la caduta di Cassino per consentire alle unità
minacciate di ritirarsi occupando la seconda linea di difesa, la linea
Hitler. Quello
stesso giorno le forze motorizzate francesi occuparono Sant'Andrea sul Garigliano e la
fanteria marocchina giunse al Liri. Il 14 maggio la stessa fanteria marocchina si spinse
fino a S. Giorgio, mentre quella algerina occupò Castelforte. Venne così realizzato
l'assalto dalle montagne ed i Goum valicarono i monti Aurunci senza incontrare grosse
resistenze. Juin poté ora realizzare quello che aveva pensato fin dal
gennaio del 1944: attaccare Cassino dalla via Casilina attraverso i monti
Aurunci. In tal
modo egli aprì una breccia nella linea Gustav attraverso monte Petrella (1533 m). A sud
il II Corpo d'armata americano, dopo pesanti scontri, riuscì a conquistare solo l'abitato
di S. Maria Infante. I britannici dopo aver "creato" un ponte galleggiante sul
Rapido, riuscirono a prendere Sant'Angelo. La Divisione indiana conquistò la città di
Pignataro. I francesi giunsero fino a monte Petrella e monte Revole. Il 16 maggio la
fanteria Crossova conquistò il pendio meridionale del Widmo. Il 17 sempre i polacchi
attaccarono colle Sant'Angelo e monte Calvario, ma furono respinti, con molteplici
perdite, dai paracadutisti tedeschi. I Goum erano giunti nel frattempo sulla strada
Itri-Pico, a 40 Km dietro il fronte tedesco di Cassino, e di lì a poco avrebbero causato
la caduta di Montecassino. Le forze americane, contemporaneamente, avevano conquistato
Formia. La notte del 17 maggio con il bombardamento della stazione di Cassino iniziò la
ritirata delle forze tedesche dal settore di Cassino. All'alba del 18 maggio la collina
del Monastero era in mano alleata e la battaglia di Montecassino era finalmente conclusa.
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Soldato tedesco tra le rovine
dell'Abbazia

La conquista del Monastero
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