Cassino War Memorial

 

 ARCHIVIO

 

 

Montelungo 2006: le considerazioni

 

“Se gli uomini dimenticheranno saranno le rocce a gridarlo”

 

Tempo fa durante una  visita al Sacrario di Redipuglia, ove riposano 100.000 caduti della 1° guerra mondiale rimasi colpito da quanto scritto su una lapide appoggiata ad una rupe carsica: “Se gli uomini dimenticheranno saranno le rocce a gridarlo”

Il mio pensiero è subito volato all’impossibilità per gli uomini di dimenticare quanto accaduto durante quella terribile guerra.

Non mi sarei mai aspettato che quella frase mi tornasse in mente poco tempo dopo, mentre ci accingevamo a chiedere alle autorità militari le necessarie modifiche per restituire ai Reduci la centralità della cerimonia per la commemorazione della battaglia di Montelungo

Da quel 8 dicembre 1943 come un voto silenzioso, i reduci oramai ultraottantenni, tornano sulle falde del Monte per ricordare gli amici ed i compagni che lì caddero, primi combattenti, dopo il crollo politico, istituzionale e militare di una nazione. Hanno ancora ben presente la crisi morale cui dovettero far fronte nel periodo seguente l’8 settembre e che superarono attingendo motivazioni ed energie dal loro onore di soldati e dal giuramento fatto alla Patria prima che allo Stato.

Molti di loro erano del sud e avrebbero potuto tornare alle loro case lasciando ai compagni il compito di riunire una nazione spezzata in due; quelli del nord avevano nel cuore il peso della frattura della penisola con le case lontane occupate dai tedeschi e soprattutto l’ansia di possibili ritorsioni verso le proprie famiglie .

Tutto ciò consentì loro di non disperdere i valori fondamentali dell’uomo e del soldato ed uniti, consentirono all’ Italia quel riscatto che molti chiamano “il Secondo Risorgimento”.

E di Risorgimento si trattò, anche in considerazione delle condizioni tattiche e di armamento cui sottostavano quei contingentati 1500 soldati che costituivano il “1° Raggruppamento motorizzato” che a Mignano, la sera di quel 6 dicembre 1943, arrivò a piedi.

Gli alleati concessero loro di combattere cedendo alle insistenze di ciò che restava della gerarchia militare e dell’autorevolezza del Regno, che oramai era solo del Sud; anche per questo furono mandati allo sbaraglio sulla linea Reinhardt avanguardia di quel capolavoro tattico di difesa che era la linea Gustav.

Dovevano dimostrare alla platea degli eserciti alleati che il soldato italiano era ancora degno di combattere come se Cefalonia, Corfù e i fatti di Corsica non contassero nulla.

E di certo non furono messi nelle condizioni migliori, anzi!

A dicembre, vestiti con divisa in cotone, predisposta per le gloriose e perdenti campagne d’Africa e armati di moschetto 91 (dal modello 1891!!!) e di poche ed usurate mitragliatrici Breda da 300 colpi al minuto quando non s’inceppavano,senza conoscere il campo di battaglia si lanciarono all’attacco nella nebbia a stupire l’avversario ben armato e ancor meglio trincerato e soprattutto a sorprendere l’alleato che nel frattempo era rimasto fermo a guardare, affidando solo alla potente e smisurata artiglieria il compito di spianare ai fanti ed ai bersaglieri italiani quel terreno che, nel mese precedente, non erano riusciti conquistare e che tante vite costò alla gloriosa 36° Divisione Texas del gen Walker.

I nostri ventenni, risolta la crisi morale e dimenticate le condizioni d’inferiorità, andarono all’attacco come solo i Fanti sanno fare: fallirono e lasciarono i loro fratelli sulle rocce e nel fango del Peccia ma una settimana dopo, finalmente convinti gli alleati, conquistarono quelle cime e costrinsero i tedeschi ad arretrare su quella Gustav che a Cassino vide altre follie che solo la specie umana in tutto il mondo animale, riesce ad architettare.

 Pensavo che tutto questo non potesse essere dimenticato al pari di quanto fatto dai padri di quei ragazzi sulle rocce del Carso.

Purtroppo però, gli anni del secondo dopoguerra non riservarono loro né il giusto riconoscimento né il dovuto spazio nei libri di storia; anche i consunti cerimoniali celebrativi hanno scippato la visibilità a quei ragazzi, forse oggi ancora un po’ scomodi, a favore delle parate per le gerarchie militari e delle sempre presenti autorità che spesso si presentano senza aver ripetuto la lezione di storia.

Ma ai giovani di oggi è più importante mostrare uno show ben confezionato con squilli di tromba e divise colorate ed impeccabili o mostrare pochi ottantenni che ancora salgono, con fatica e con il poco fiato che li costringe a lunghe pause, la scalinata del Loro Sacrario?

Da tempo c’eravamo proposti di cercare di fare qualcosa per interrompere  quel declino progressivo della memoria comune che si sa, una volta scomparsi i diretti testimoni, non potrà più essere recuperata né riscattata.

Abbiamo cominciato a girare l’Italia per raccogliere le loro memorie e testimonianze; abbiamo filmato visi ancora sofferenti al ricordo di quei tempi, li abbiamo visti scavare nel loro intimo con fatica fisica per descriverci fatti che a nessuno, prima d’ora, avevano raccontato, non abbiamo spento la telecamera durante i loro dolorosi silenzi che valgono più di un racconto e ci hanno lasciati con  il sorriso per averci resi partecipi e depositari di fatti che oramai davano per dimenticati, inutili e definitivamente persi.

Per tutto questo alle autorità militari abbiamo chiesto, ed ottenuto, collaborazione, per iniziare a restituire ai pochi reduci presenti, ma soprattutto a chi la cerimonia oramai la vede dall’Alto, la dignità che a loro avrebbe sempre dovuto essere riservata.

In parte ci siamo riusciti, ma la sensazione è che le varie questioni economiche, finanziarie, storico-politiche, d’ignavia storica o di perdita comune dei valori, ci porteranno fra poco ad organizzarci la cerimonia da soli: noi ci saremo e porteremo alta la memoria che ci hanno consegnato affinché, anche per Montelungo, non si debba preparare una lapide con il monito “Se gli uomini dimenticheranno saranno le rocce a gridarlo”...e le rocce non gridano solo l’8 dicembre!!

 

 

Claudio Vigna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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