|
| ||
| ARCHIVIO |
|
|
|
| ||
|
| ||
|
Carissimi, Di ritorno dal raduno a Mignano Montelungo e Cassino per le celebrazioni della battaglia dell’8 dicembre 1943 voglio aggiornarvi su quanto avvenuto in queste tre intense giornate Anzitutto lasciate che esprima ancora il mio dispiacere nel non avervi potuto incontrare a Mignano e spero, con questa breve cronaca, di renderVi partecipi di quanto accaduto. Come alcuni di voi sapranno, quest’anno “i giovani del LI°”, si erano posti l’ambizioso obiettivo di restituire finalmente ai Reduci la centralità della cerimonia presso il Sacrario. A tal fine ci siamo attivati per tempo, prendendo gli opportuni contatti con le autorità militari; devo purtroppo dire che abbiamo trovato non poche difficoltà dovute alla rigida gerarchia militare, alla consuetudine del cerimoniale oramai consolidatosi negli anni e soprattutto a resistenze che definirei “di ordine interno” alla Associazione Nazionale ….e non solo. Penso che comunque gran parte degli obiettivi che ci eravamo posti siano stati raggiunti, anche se in più occasioni abbiamo dovuto usare metodi spicci e, quando si è resa necessaria, purtroppo, anche la voce grossa. Il fine giustifica i mezzi! A Mignano la sera del 7 si è tenuta la solita cerimonia con la Messa e la consegna delle borse di studio del LI°; in chiesa il Gen. Marzollo ha letto la poesia di Gianni Recchi “La Madonnina di Montelungo” e, a grande richiesta, la lettura è stata ripetuta anche a conclusione della cerimonia sul piazzale del Municipio. Il giorno successivo, approfittando dell’ opportunità derivata dal non dover arrivare al Sacrario di Mignano al mattino presto,ci è parso doveroso ed opportuno ricordarsi anche di chi, dall’altra parte del fronte, ha combattuto la stessa guerra ed ha perduto la vita. Con il consenso dell’ Ambasciata di Germania a Roma,abbiamo organizzato una semplice cerimonia presso il cimitero militare di guerra tedesco di Caira nei pressi di Cassino ed alla presenza dell’ addetto militare presso l’ambasciata, Col. Peukert, è stata deposta una corona in onore di quei Caduti. Abbiamo avuto modo di scambiare qualche parola con l’ufficiale il quale, ricordando il gesto spontaneo di riappacificazione di Leone Orioli dello scorso anno a conclusione della cerimonia al Sacrario, si è dimostrato estremamente gentile e riconoscente per l’iniziativa presa. L’organizzazione logistica della cerimonia da quest’anno, contrariamente a quanto finora avvenuto e per i motivi legati al taglio di fondi al Ministero competente, non ha messo a disposizione dei Reduci i bus militari; abbiamo pertanto raggiunto il Sacrario in auto concordando però preventivamente con le autorità militari il libero accesso alla Casilina bloccata ed il parcheggio riservato. I reduci dopo un breve raggruppamento, sono stati fatti entrare al Sacrario alle 11.00 dietro i gonfaloni, le bandiere e i labari. A tal proposito la sera del 7, durante la visita al Museo Rovera presso il Comune di Mignano abbiamo notato, pigramente depositati in due vetrine, i labari del 67° fanteria. e dell’11° artiglieria; contattato subito il Sindaco, abbiamo rappresentato l’opportunità, in occasione della cerimonia del giorno successivo, di riunire questi labari con quello del LI° riunendo pertanto i simboli delle tre forze italiane combattenti a Montelungo: la richiesta è stata accolta ed i reduci sono entrati al Sacrario dietro i tre Labari fra gli applausi della popolazione. Sempre al Museo ci siamo permessi di far notare il pessimo stato di conservazione e di esposizione dei numerosi cimeli e fotografie, ad iniziare dai lasciti Visco e Moiso. A tal fine abbiamo proposto al Comune la raccolta dei cimeli del LI° in unica sala ad esso dedicata ed abbiamo proposto la nostra disponibilità a collaborare per una più razionale esposizione. Dovrà seguire in questo senso una richiesta ufficiale dell’Associazione LI° al Comune di Mignano. All’ingresso al Sacrario, a chi aveva espresso il desiderio di non dover percorrere la lunga scalinata a piedi, è stato concesso di essere condotto fino all’ingresso laterale del Sacrario in autovettura. Sempre in base ad accordi presi con l’autorità militare ci erano stati garantiti, durante la cerimonia, posti a sedere all’interno del sacello ed in posizione centrale ma, al nostro arrivo, pronti fondoschiena di Sindaci ed alti ufficiali, entrati prima di noi, erano già accomodati sulle sedie riservate ai reduci; ad un primo tentativo dell’ufficiale addetto al cerimoniale di far stare in piedi i Reduci sugli spazi sotto il Sacello, abbiamo prontamente risposto con un “Adesso noi saliamo là e poi vedremo come va a finire!”; le sedie sono state prontamente liberate e qualche alto ufficiale e giornalista ha assistito alla cerimonia in piedi al lato del sacello. Avevamo inoltre chiesto ed ottenuto che, nel protocollo del cerimoniale, il suono della campana Rovera, compito finora magistralmente svolto da Bedina, venisse affidato ad un reduce; Perrotti, ferito a Montelungo, ne ha degnamente ereditato il compito. E’ seguita la deposizione delle corone del Comune di Mignano, dello S.M.Difesa e della Associazione nazionale combattenti e reduci cui è stata aggiunta, previa autorizzazione, una a cura della Federazione Italiana Volontari della libertà che aveva espresso il desiderio di voler rendere omaggio ai caduti italiani lì sepolti; era presente a tale scopo la sig.ra Paola Del Din di Udine MOVM e sorella della MOVM Renato Del Din che è rimasta con noi per tutti i tre giorni del raduno presenziando alle cerimonie e visitando luoghi che da tempo desiderava vedere. Al rientro ad Udine si è dichiarata estremamente soddisfatta della visita ed in particolare dell’accoglienza che il LI°, gli amici del Cassino War Memorial e quelli della Associazione battaglia di Cassino le hanno riservato ed ha annunciato l’intenzione di voler essere presente anche l’anno prossimo. Da notare che altri due Reduci del 67°fanteria si sono aggregati al gruppo del LI° ed hanno passato con noi le due giornate. Tornando alla cerimonia, dopo i discorsi del Sindaco di Mignano e del gen. Poli, sul quale per rispetto non commento limitandomi a definire la persona oramai inadatta alla carica che ricopre e per questo impresentabile, Rosolo Branchi ha potuto leggere, e bene, la poesia di Gianni Recchi“La Madonnina di Montelungo”. Secondo gli accordi presi, in conclusione di cerimonia, prima dell’uscita dal Sacrario delle Autorità, avrebbe dovuto aver luogo,annunciato dallo speaker ufficiale, un simbolico abbraccio fra un reduce ed il col. Peukert in segno di riappacificazione; accortomi che il cerimoniale si stava avviando alla conclusione senza prevedere quanto concordato, siamo riusciti in extremis e con metodi ….un po’ decisi… a far comunque annunciare ed effettuare l’incontro. Avevamo richiesto inoltre che durante la cerimonia fosse tenuto un breve ricordo del gen. Dapino primo comandante del 1° Ragg. Motorizzato. Ciò non è stato possibile, ufficialmente per problemi di tempo. Osservo però che gli oratori ufficiali, non hanno pensato di spendere per lui una parola di riconoscenza se non di ricordo. Sarà uno dei nostri obiettivi per l’anno venturo. Dopo la cerimonia, approfittando della splendida giornata quasi primaverile, ci siamo portati sulla quota 251 -Piazzale della Madonnina- dalla quale abbiamo potuto osservare i luoghi ove avvennero i vari combattimenti. E’ seguita una breve visita al cimitero civile di Mignano per rendere omaggio alla tomba di Ugo Stortoni che là ha voluto essere sepolto per essere a fianco dei suoi compagni caduti sul Peccia. Il rientro a Cassino è avvenuto per la strada che ora attraversa la spianata ove avvenne l’attacco della 2a compagnia del LI°. Il giorno successivo il tempo non è stato dalla nostra; ciononostante siamo riusciti ad effettuare una visita alla abbazia di Montecassino ed al cimitero militare Polacco Tutto ciò è stato possibile anche grazie alla disponibilità e la cortesia di Roberto Molle; Roberto Avallone, Luigi Grimaldi, Alessandro Campagna del Cassino War Memorial e l’Associazione battaglia di Cassino con i quali siamo in contatto e collaborazione e di Carmine Milone fattivo presidente della A.N.B. di Mignano Montelungo. Queste associazioni ci sono vicine e ci stanno aiutando nella azione di mantenere viva la memoria dei fatti di Montelungo. Da ultimo, ma solo per concedergli uno spazio tutto suo, vorrei ringraziare Valentino Rossetti che pur non presente a Cassino, ospita sul sito internet www.dalvolturnoacassino.it una finestra dedicata al LI° permettendoci una visibilità finora inimmaginabile. Nell’ambito della collaborazione con il Cassino War Memorial, con breve ma intenso incontro sono stati consegnati nelle mani del Presidente e del Vice presidente alcuni lasciti che ora sono in mostra in una vetrina appositamente allestita per il LI°. In dettaglio sono stati donati: -una cornice contenente un piccolo tricolore che Gianni Recchi ha sempre avuto con se durante tutto il periodo di guerra e l’originale della nota con cui lo stesso, impossibilitato ad essere presente, incaricava Orioli della consegna:vi riporto di seguito le toccanti parole che hanno commosso tutti i presenti”Caro Leone, eccoti il piccolo tricolore che con me ha vissuto i giorni della Patria. Portalo là ove non verrà considerato uno straccetto” Ora “lo straccetto” la nota e la fotografia d’epoca dei due sergenti, sono state collocate nella vetrina insieme con il piumetto di Orioli ed accanto alla bustina di Enrico Farinosi il fez di Giovanni Gasparotto e sotto la bandiera di famiglia donata dalla sig.ra Marzollo; una bacheca in legno con coperchio trasparente contenente quanto ritrovato nella scorsa primavera in occasione di alcune ricerche effettuate con il metal detector sulla spianata lungo il Peccia e sulle postazioni tedesche al casello ferroviario; bossoli di moschetto mod. 91e di MG 42 tedesca, resti del filo spinato posto sulla spianata ed altri resti e un elmetto italiano rinvenuto sul Montelungo; Tutto ciò è andato ad aggiungersi a quanto già presente nella vetrina insieme con un pannello e fotografie che rappresentano la storia del LI°. Aggiungo che gli amici del Cassino War Memorial, alla già consistente cartellonistica che guida il visitatore con commenti e fotografie, hanno aggiunto alcuni pannelli dedicati al 1° Raggr. Motorizzato ed al LI°Btg Bersaglieri in particolare. Concludo informandovi che durante il raduno era presente una squadra di cineoperatori coordinata dal documentarista storico Andrea Branchi, figlio di Rosolo ritrovato socio già della 3° compagnia presente al raduno, che ha effettuato riprese ed interviste nell’ambito di una proposta editoriale per realizzare un documentario storico sulla battaglia di Montelungo. Vi allego copia dell’articolo pubblicato sulla “Provincia di Caserta”. Questo è quanto è successo in questi giorni a Mignano e Cassino con l’ intento di mantenere salda la memoria di quella Battaglia che, nonostante quasi dimenticata dalla storia ufficiale, valse ad indicare la via della rinascita.
Claudio Vigna
|
|
|
|
Created by Marcoweb®2006 |
||